La macchina del tempo o del sogno…

Pubblichiamo con piacere le considerazioni di Anna Maria Capaldo sul nuovo libro di Michele
– Il testo 2050 l’algoritmo della felicità è disponibile nelle più diffuse librerie on-line

Racconto coinvolgente e ricco di spunti di riflessione

Dopo le prime pagine il lettore immagina di trovarsi di fronte ad un racconto fantasy ma ben presto si rende conto che la “macchina del tempo” è un espediente che l’autore trova per raccontare il suo sogno e coinvolgere il lettore a scoprirlo con lui attraverso un viaggio in un futuro abbastanza prossimo. Ben presto anche la fantasia del lettore comincia a galoppare e magari comincia a immaginare “… ma allora nel futuro sarà possibile incontrare i propri figli, nipoti e vedere cosa saranno diventati… “. 

No! Non è così! L’autore ci riporta subito sul binario giusto: lui non vuole conoscere ciò che accadrà ai suoi cari, e forse non sarebbe neanche giusto; non sono queste le risposte che cerca. A ben riflettere ciò che interessa sapere a tutti noi è in che tipo di società i nostri nipoti vivranno. Ciò che sta a cuore all’autore, infatti, è sapere se l’umanità si dirige verso orizzonti migliori senza le “brutture” del nostro tempo. Di qui la scelta dell’autore e del suo giovane amico scienziato di “paracadutarsi” nel 2050, in una delle più belle città d’arte: Firenze.

Ed è a Firenze che essi vengono a conoscenza dell’Algoritmo della felicità che da qualche anno sovraintende alla vita di tutta l’umanità. Si tratta di un geniale algoritmo che potremmo definire “etico” nel senso che promuove i processi virtuosi e ostacola quelli che non portano al bene comune.
In altre parole questo singolare algoritmo lo si potrebbe assimilare alla mente di un uomo molto molto saggio ma estremamente potente nel senso che riesce ad essere presente in ogni processo decisionale, da quelli più semplici a quelli più complessi, indirizzando verso le soluzioni che avvantaggiano i più e mai i singoli.

La parte sicuramente più interessante e stimolante del racconto sono le interviste a religiosi, politici e persone di cultura che i protagonisti faranno lungo il viaggio con lo scopo di scoprire gli avvenimenti che precedettero e in qualche modo prepararono l’avvento dell’algoritmo.
Attraverso le interviste, Michele Criscuoli, non soltanto ci restituisce un quadro estremamente acuto e attento della attuale situazione politica e sociale sia italiana che internazionale, ma riesce a immaginare come le contraddizioni della nostra società evolveranno nel tempo e in qualche caso esploderanno fino a rischiare di portare l’umanità tutta sull’orlo dell’autodistruzione. 

Parallelamente, però, individua anche tutti quegli elementi virtuosi che in un quadro così apocalittico, riusciranno a invertire la tendenza proprio quando l’Algoritmo della felicità entrerà in scena. Tra questi c’è l’attuale pandemia da Covid-19. All’iniziale senso di smarrimento, vulnerabilità e paura che il diffondersi della pandemia provocherà nella collettività, seguirà una profonda crisi sociale economica che produrrà in tanti un cambio del proprio sistema di valori.


Un altro interessante elemento sarà rappresentato dall’entrata in politica, in modo massiccio, dei giovani e delle donne che restituiranno alla politica lo “spirito di servizio”. Un aspetto importante del “nuovo” mondo sarà rappresentato dallo sviluppo tecnologico piuttosto spinto che, tra l’altro, sarà tra gli elementi fondanti dello sviluppo dell’Algoritmo stesso. Solo liberando l’umanità dai bisogni primari si potrà realizzare quel benessere diffuso a cui esso tende. 


A questo proposito solo le nuove tecnologie potranno regalare a tutti la possibilità di quei viaggi virtuali così “speciali” che consentono di spostarsi ovunque senza perdere le proprie percezioni sensoriali.


Certo non mancano gli interrogativi sulla libertà dell’uomo in un mondo così governato. Si può affermare ancora che sia libero? Certo avrà tutte le libertà tranne una: quella di nuocere agli altri. Si sostiene spesso che l’uomo dà il meglio di sé nelle difficoltà e che il dolore è fecondo. Ma nella società governata dal geniale Algoritmo il dolore non smette di esistere perché il dolore è proprio della condizione umana (si continuerà soffrire per amore, per la perdita di persone care, per malattie…) ma non ci saranno le sopraffazioni, la fame, e tutte le storture che sono oggi sotto i nostri occhi. E poi, fra le molle che spingono l’uomo alla conoscenza non c’è forse soprattutto la curiosità? Purtroppo il vero” limite ” è che l’Algoritmo della felicità è un bellissimo sogno ma è così consolante crederci.”