L’Aquila undicesimo anno

Ieri sera ho sognato il terremoto.
No, non per il virus che è ” ‘na specie ‘e terremoto”,
quello che, prima o poi, ci tocca,
no, non per quello, ma perché mi sono addormentato mentre il giornale radio ricordava il 2009, il 6 aprile.
I vetri tremavano, “è una scossa o è il vento” – diceva mia madre nel sogno – “la casa è vecchia…”.
Più che un sogno è stato un ricordo delle scosse dell’80-81, un rewind, come dicono oggi i ragazzi. In quel “clima” venne fuori questo pezzo in tempo dispari ed in italiano (quasi), oggi lo dedico agli Aquilani.

Ieri sera…

Ieri sera il vento era più forte
e le donne avevano paura
tra le antiche case ora distrutte
l’ira della terra non è morta

Deliranti ombre tra le stanze
di polvere avvolte e di terrore
s’alzano tra i resti disgregati
s’alzano lamenti antichi e nuovi

Cantano di stragi e peste e fame
e di nuove guerre più inumane
di terra che s’apre e freme e grida
e di mano d’uomo più rapace ancora

©Giuseppe Pastena

Canto: Gigi Conrotto – Elvira Nazzaro
Chitarra: Giuseppe Pastena Testo e Musica: Giuseppe Pastena