Piovve all’improvviso…

Piovve all’improvviso, senza dar il tempo di prendere le mantelle impermeabili dagli zaini, come se qualcuno infastidito e stizzito rovesciasse su loro un secchio d’acqua. Ed era freddo.La fatica, il peso divennero scoramento. Il novizio più improbabile, quello con la testa fra le nuvole, quello che faceva il contrario di ogni consiglio, quello che ti pungeva come una spina nella pianta di piedi, il più stonato a cantare, quello, che cominciò: “Le gocce cadono ma che fa, se ci bagniamo un po’…” Così, dopo un poco, uno ad uno, ricordammo le parole e lo spirito incongruamente felice di un ballerino “in the rain” si impossessò di ognuno. Ognuno aveva il suo zaino come prima, con le sue cose: gioie, paure, difetti, lutti, speranze… La notte e la strada divennero via lattea. Belle e luminose nell’oscurità più nera, gelida, bagnata e ventosa. Buona strada oggi.